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Mobile First: che cos’è e la sua importanza

Cos’è il Mobile First

Il termine Mobile First, che letteralmente significa “Prima i dispositivi mobili”, è stato coniato nel 2009 da Luke Wroblewski e reso famoso dall’amministratore delegato di Google, Eric Schmidt, nel 2010.

Mobile First Design/Development si riferisce ad una strategia che consiste nel progettare il design di un sito web che sia prima di tutto adatto per dispositivi mobile. In sostanza il Mobile First ribalta il tipo di approccio, infatti, se prima si partiva con il design per il desktop e poi si passava a quello per mobile, ora si inizia con il design per il mobile per poi arrivare alla versione per il desktop, man mano che il progetto si evolve.

Con il metodo Mobile First, gli sviluppatori hanno la possibilità di capovolgere il loro approccio partendo dal basso e scalando verso l’alto, semplificando il lavoro.
Nel momento in cui si inizia a progettare una piattaforma desktop, si andranno a prendere in considerazione diversi elementi di design e di funzioni da realizzare. Tutto ciò risulterà strepitoso e garantirà un’esperienza davvero eccezionale all’utente. Tuttavia, quando questo design dovrà essere adattato ai dispositivi mobili, ci si renderà conto che non è così eccezionale in quanto non sarà in grado di adattarsi bene ai dispositivi mobili. Questo porterà ad un’esperienza mobile mediocre e inferiore rispetto alla versione desktop, che si traduce in un’immagine scadente dell’azienda.

Lavorando con l’approccio Mobile First ci sarà maggiore libertà e facilità di adattamento al progetto. Con un prodotto mobile ben funzionante, avete già dato priorità alle caratteristiche e alle funzionalità di un sito web e avete identificato gli elementi essenziali della vostra piattaforma. Migliorare progressivamente la piattaforma mobile per adattarla ai requisiti del desktop vuol dire prendere una serie di decisioni che riguardano “cosa aggiungere” piuttosto che “quali elementi togliere” dalla vostra piattaforma. Questo vi dà un’altra opportunità per essere creativi e su come coinvolgere gli utenti.

Perché il mobile è importante

La tendenza negli ultimi anni è che gli smartphone sono sempre più radicati nella nostra routine quotidiana. Che si tratti semplicemente di navigare su internet, di controllare le e-mail mentre si aspetta ad un appuntamento o ascoltare musica in palestra, ogni momento di inattività può essere utilizzato per aggiornarci sulla rete e sulle notizie. Per questo non ci sorprende che i nostri dispositivi mobili occupino quasi 5 ore della nostra giornata, principalmente per l’utilizzo delle applicazioni. L’utilizzo delle applicazioni mobili è cresciuto del 6% lo scorso anno, con interessanti cambiamenti nel modo in cui le persone utilizzano il tempo trascorso sui loro cellulari.

Nell’ultimo anno, le persone sono passate da applicazioni per giochi, sport, lifestyle, personalizzazione e fotografia ad applicazioni per lo shopping, l’intrattenimento, le notizie, gli affari e la produttività. Abbiamo investito in applicazioni mobili che ci aiutino a svolgere le attività quotidiane e responsabili che gestiamo, come ordinare la spesa, leggere le notizie del giorno, controllare il mercato azionario e ascoltare la musica.

Questo cosa significa

Questa tendenza dimostra che utilizziamo i dispositivi mobili per vivere la nostra vita in modo più efficiente piuttosto che per “evadere” o “esplorare”. Questa crescente dipendenza dalle app e dai dispositivi mobili influenzerà nel tempo la nostra percezione e le nostre aspettative sull’esperienza che queste app dovrebbero e potranno offrire. La nostra crescente dipendenza dalle app e dai dispositivi mobili per l’e-commerce, le fonti di notizie, la finanza e l’intrattenimento rispecchia la tendenza che ha caratterizzato l’SDLC, da quando Google ha annunciato per la prima volta il suo approccio nel 2010: Mobile First.

Esempio di Instagram come Mobile First

Instagram, che è stata progettata come applicazione mobile per aggiungere filtri alle immagini e condividere foto con gli amici, è diventato un business da un miliardo di dollari e uno dei principali social network di oggi. Con oltre 375 milioni di utenti, Instagram continua a spingersi oltre con caratteristiche e funzionalità che trasformano l’esperienza mobile. Ma non dimentichiamo che Instagram è stato (e continua a essere) concepito prima di tutto come un’applicazione mobile.

Nel 2010 i cofondatori Kevin Systrom e Mike Krieger hanno lanciato Instagram come applicazione mobile gratuita, con pochi filtri e la possibilità di caricare una foto quadrata. Oggi, otto anni dopo, è possibile caricare immagini, video e “storie” a grandezza naturale e modificare questi file con un’infinità di filtri, geofiltri, e aggiungere geotag, hashtag, emoji e altro ancora. Oltre a questi miglioramenti ed aggiunte, Instagram ha realizzato un’applicazione che incoraggia la comunità, la collaborazione e la condivisione, grazie alle funzionalità come la funzione “Esplora”, i segnalibri, la ricerca della posizione e i messaggi diretti.

Ma come ci sono arrivati?

Quando Facebook ha acquisito Instagram, che all’epoca contava 30 milioni di utenti, Instagram aveva solo sei ingegneri. Erano sostenitori del concetto “Fai prima la cosa semplice” e avevano come obiettivo costante quello di padroneggiare con l’applicazione mobile. Ogni progetto doveva migliorare l’esperienza dell’utente mobile e sfruttare tutte le possibilità che il cellulare aveva da offrire. Con un team snello, infatti agli inizi aveva un team di sole due persone, Instagram ha dato priorità a modifiche semplici.
Il suo obiettivo era ed è rimasto un design semplicistico che facesse il suo dovere e fosse facile da usare. Anche se l’interfaccia utente e le funzionalità si sono evolute nel corso degli anni, la mentalità di base è rimasta la stessa: concentrarsi sulla semplicità.


In realtà, Instagram è stato progettato per sfruttare tutto ciò che le piattaforme mobili hanno da offrire. Un’interfaccia semplice e lineare permette agli utenti di compiere una serie di azioni, alcune delle quali complesse, in modo molto intuitivo. L’evoluzione e il successo di Instagram, come applicazione principalmente mobile, sono una testimonianza del design mobile-first. Nonostante la priorità di Instagram rimanga il mobile first, la versione desktop offre lo stesso design elegante. Per cui non ci deve sorprendere se Instagram continui ad incoraggiare gli utenti ad usare entrambe le versioni, sia mobile che desktop.

Quando a Krieger è stato chiesto di parlare dei loro processi di progettazione, ha detto: “Mi piace che i nostri ingegneri siano prima di tutto utenti di Instagram”. Una delle revisioni più produttive dell’app è avvenuta quando il team ha riempito una lavagna con le azioni più comuni (come il recupero di una foto dal server) e poi ha deciso di ridurre del 50% il tempo impiegato da ogni attività. “In un mese abbiamo praticamente dimezzato la latenza”, ricorda. “È un miglioramento notevole per gli utenti”.

Attraverso un processo chiaro, Instagram rende semplice il caricamento, la condivisione e la consultazione dei post da parte degli utenti, il tutto dalla loro applicazione mobile. Il processo esemplificativo non è ostacolato dal fattore mobile, anzi, è motivo di crescita. Quindi, anche se il mobile first può sembrare un po’ scoraggiante, o addirittura un po’ arretrato, l’importanza di comprendere il valore che può fornire è essenziale per qualsiasi azienda al passo con i tempi.

Mobile-First e ciclo di vita dello sviluppo software

Se si sceglie di adottare un approccio mobile-first, capire se in futuro si passerà a una piattaforma desktop può essere fondamentale per programmare le fasi successive dei piani di progettazione. A seconda del flusso di lavoro e degli obiettivi, una volta terminata e colladuata una versione mobile first, è possibile integrare il design del desktop con quello dell’applicazione.

Se siete un’organizzazione DevOps (con metodologia di sviluppo software che vede l’unione del Development, sviluppo, e Operations, messa in opera, dall’altro), non c’è bisogno di ricordarvi l’importanza di effettuare tempestivamente e frequentemente un monitoraggio. Tuttavia, se attualmente non siete un’organizzazione DevOps e state cercando di adottare un approccio mobile-first alla progettazione e allo sviluppo delle vostre applicazioni, il monitoraggio anticipato può aiutarvi a semplificare il processo di distribuzione, sia per la variante mobile che per quella desktop della vostra piattaforma.

In questo caso, le fasi di un progetto Mobile First possono essere così strutturate:

  • 1. Pianificazione e creazione – Ricercate e pianificate le funzionalità, il design e lo scopo della vostra applicazione. In questa fase si organizzano e si strutturano i piani per la soluzione dei problemi dell’applicazione, si pensa ai destinatari e alle funzionalità principali. La definizione di un prototipo, di una vision board, ecc. può aiutare a garantire che la vostra idea sia fattibile e a pianificare un calendario. Qui si consolideranno le basi per le fasi successive quindi, se avete una visione chiara dell’applicazione, potete anche iniziare ad abbozzare piani preliminari per la versione desktop.
  • 2. Valutazione tecnica – Analizzate i sistemi su cui volete che l’applicazione si basi. Come vi procurerete i dati? Vi affiderete ad API, pubbliche o private? Per quale/i piattaforma/e costruirete la vostra applicazione? In questa fase è fondamentale avere un’idea solida sugli elementi sistematici che costituiranno le fondamenta della vostra applicazione.
  • 3. Progettazione e prototipo – Trasformate quelle che possono essere idee su carta, le sensazioni e i risultati che volete ottenere con la vostra applicazione, in rappresentazioni tangibili. In questo caso l’esperienza dell’utente è essenziale. Progettate tenendo conto della mobilità: determinate quali flussi saranno intuitivi e facili per gli utenti mobile.
  • 4. Sviluppo – È qui che potete dare vita al vostro progetto, quindi via con la codifica dell’applicazione.
  • 5. Test – Questo è il punto in cui il nostro modello può essere un po’ anticonvenzionale per alcune organizzazioni. Durante questa fase, si può decidere di automatizzare i test, di eseguirli manualmente, di rilasciare una versione beta o persino di farlo testare da un gruppo di utenti per ottenere un feedback e una nuova visione esterna riguardo la vostra applicazione. E’ consigliabile iniziare a monitorare l’applicazione a partire da qui.

    Il monitoraggio negli ambienti di pre-produzione offre una serie di vantaggi, tra cui:
    – Approfondimento sulle prestazioni dell’applicazione nel tempo (piuttosto che in un determinato momento).
    – Comprensione della fattibilità dei percorsi chiave degli utenti (non necessariamente ciò che gli script di test stanno testando).
    – Preparare gli ambienti test portando traffico costante in quelli che sarebbero ambienti “freddi”.
    – Comprendere lo stato dell’ambiente di test Monitorando gli ambienti di pre-produzione, vi preparerete per il successo del rilascio ufficiale.

    Insieme ai test, il monitoraggio offre una visione costante dello stato dell’applicazione e fornisce un feedback così da migliorare in modo iterativo. Ora, per quanto riguarda la versione desktop, se si sceglie di crearne una, la progettazione può iniziare da qui. Nel momento in cui siete a conoscenza di come funziona la vostra applicazione, che cosa non va, e avrete consolidato le funzionalità su cui far affidamento, potrete proseguire e sfruttare il lavoro svolto come base per la piattaforma desktop.
  • 6. Distribuzione– Ora che avete testato (e, si spera, monitorato) il successo della vostra applicazione, è pronta per essere rilasciata.
  • 7. Monitoraggio – Per garantire la soddisfazione degli utenti e restare al passo, bisogna continuare a monitorare la situazione. Verificate che l’applicazione e/o la versione desktop stiano offrendo ciò che avevate progettato. Il monitoraggio fornisce informazioni su prestazioni, disponibilità e correttezza funzionale.

Come migliorare la stabilità e le prestazioni delle applicazioni mobile?

La risposta a questa domanda è: innovazione continua.
Test e monitoraggi frequenti possono fornire un feedback prezioso su come migliorare le applicazioni o i siti web. Tenere d’occhio le prestazioni e le funzionalità della vostra applicazione con strumenti di monitoraggio specifici possono essere un grande aiuto per capire cosa c’è da migliorare nella vostra applicazione.

In conclusione, le aziende non possono non tener conto di questa nuova tendenza che vede l’aumento del numero di ricerche effettuate dai dispositivi mobili, rispetto a quelle fatte da computer fissi, e l’utilizzo intensivo degli smartphone nella quotidianità.
Se siete un’azienda moderna, che vuole essere al passo, non è troppo tardi per prendere in considerazione la realizzazione di siti web orientati ai dispositivi mobili.
Nonostante ciò, è bene tener presente che non bisogna trascurare la versione desktop in quanto ci sono alcuni casi in cui la consultazione via desktop rimane predominante.

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